Parrocchia
 
 
 
 
 
 



DOMENICA 20 MAGGIO - PENTECOSTE







La Pentecoste non è “la fine” del tempo di Pasqua, ma “il suo fine”: Gesù muore e risorge per
donarci lo Spirito Santo, la vita di Dio, per farci vivere già ora secondo il cielo!
Immaginiamo gli Apostoli la sera dell’Ascensione di Gesù, quando si sentirono dire:
“Andate in tutto il mondo, predicate il mio Vangelo, fate discepoli, battezzate, insegnate...” (Mt 28,19).
Quei poveri uomini avranno pensato: sì, ma come facciamo? Da dove partiamo? Ma chi ci crederà?
E chissà, magari ricordavano anche le parole di Gesù:
“Vi perseguiteranno per causa mia... se hanno odiato me, odieranno anche voi..”.
Insomma, c’era di che spaventarsi.

I discepoli avevano paura, una paura che nasceva dal sentirsi piccoli per realizzare un’impresa
tanto grande. Perciò, memori della promessa di Gesù di mandare loro un altro Consolatore, lo Spirito
Santo, dal quale avrebbero ricevuto forza, hanno trovato l’unica soluzione: attendere, mettendosi in
preghiera. Cominciavano a capire che senza questo Spirito, non andavano da nessuna parte.
Ed ecco la Pentecoste: lo Spirito Santo si riversa su di loro, e divengono coraggiosi
nell’annuncio della verità. Vivono un’esperienza di amore intenso, una gioia contagiosa, un “di più” che
non viene di certo da loro, ma da Dio, anzi, che è Dio stesso!


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“Noi non possiamo tacere”

Non potrebbe essere più esplicito l’appello che i vescovi italiani hanno rivolto a tutta la Chiesa nazionale proclamando per oggi, Solennità dell’Assunta, una gior­nata di preghiera per i cristiani perse­guitati.
Tutte le comunità parrocchia­li sono invitate a inserire nella propria liturgia la «monizione iniziale della Messa» e le «intenzioni per la Pre­ghiera universale» preparate dall’Uf­ficio liturgico della Conferenza epi­scopale italiana, per elevare un coro u­nanime e una sola voce al Padre per esprime in primo luogo vicinanza ai fratelli e alle sorelle che stanno viven­do «un autentico Calvario», che «ac­comuna i battezzati in Paesi come I­raq e Nigeria, dove sono marchiati per la loro fede e fatti oggetto di attacchi continui da parte di gruppi terroristi­ci; scacciati dalle loro case ed esposti a minacce, vessazioni e violenze, co­noscono l’umiliazione gratuita dell’e­marginazione e dell’esilio fino all’uc­cisione. Le loro chiese sono profana­te: antiche reliquie, come anche sta­tue della Madonna e dei santi, vengo­no distrutte da un integralismo che, in definitiva, nulla ha di autenticamen­te religioso. In queste zone la presen­za cristiana - la sua storia più che mil­lenaria, la varietà delle sue tradizioni e la ricchezza della sua cultura - è in pericolo: rischia l’estinzione dagli stes­si luoghi in cui è nata, a partire dalla Terra Santa».

Una preghiera, però, che vuole anche scuotere e richiamare l’Occidente, che davanti a questo Calvario «non può continuare a volgere lo sguardo altro­ve – prosegue la nota della presiden­za della Conferenza episcopale italia­na –, illudendosi di poter ignorare u­na tragedia umanitaria che distrugge i valori che l’hanno forgiato e nella quale i cristiani pagano il pregiudizio che li confonde in modo indiscrimi­nato con un preciso modello di svi­luppo ».
Insomma una giornata di pre­ghiera anche per scuotere l’Europa, che, la presidenza della Conferenza e­piscopale italiana definisce «distratta e indifferente, cieca e muta davanti al­le persecuzioni di cui oggi sono vitti­me centinaia di migliaia di cristiani». Al contrario la Chiesa italiana dice con chiarezza che «a fronte di un simile attacco alle fondamenta della civiltà, della dignità umana e dei suoi diritti, noi non possiamo tacere». E decide di farlo proprio nei giorni in cui papa Francesco si trova in visita nella Corea del Sud «una Chiesa giovane, la cui vi­cenda storica è stata attraversata da una grave persecuzione, durata qua­si un secolo, nella quale circa 10mila fedeli subirono il martirio».

Il testo

“Fratelli e sorelle, mentre diamo inizio alla festosa celebrazione dell’Assunzione di Maria nella gloria del Cielo, non distogliamo lo sguardo dalla nostra terra, in cui ella ha vissuto con amore e fedeltà. Chie­diamo la sua intercessione perché tanti cristiani, og­gi perseguitati in molte nazioni, non si sentano ab­bandonati dall’indifferenza e dall’egoismo, e perché la violenza ceda il passo al rispetto e alla pace. Par­tecipi e solidali con questi nostri fratelli, invochia­mo per noi e per tutti la misericordia del Signore”.

Da “Avvenire” di venerdì 15 agosto 2014




NOTIZIARIO del SANTUARIO
Notiziario di domenica 20 maggio 2018
Notiziario di domenica 13 maggio 2018
Notiziario di domenica 6 maggio 2018
Notiziario di domenica 29 aprile 2018

CALENDARIO LITURGICO



DOMENICA 20 maggio 2018 - PENTECOSTE
At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,1-11; Gv 14,5-20
Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra

LUNEDI 21
Dt 16,9-12; Sal 80; Lc 21,1-4
Esultate in Dio, nostra forza

MARTEDI 22 - S. Rita da Cascia
Es 19,1-6; Sal 80; Lc 12,35-38
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce

MERCOLEDI 23
Es 19,7-15; Sal 117; Lc 8,42b-48
Canterò per sempre l’amore del Signore

GIOVEDI 24
Es 19,16-19; Sal 96; Gv 12,27-32
Il Signore regna: esulti la terra

VENERDI 25 - S. Dionigi
Es 19,20-25; Sal 14; Lc 6,12-16
Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie

SABATO 26 - S. Filippo Neri
Es 20,1-21; Sal 91; Rm 10,4-9; Mt 28,16-20
Come sono grandi le tue opere, Signore!



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